Una finestra sul mondo

Nord e Sud

Per "Nord e Sud" del mondo si intende ormai prevalentemente la suddivisione del pianeta tra paesi ricchi e poveri. Questa differenziazione può essere intesa come divario di reddito tra paesi ricchi e paesi poveri. In alternativa, la definizione può ampliarsi alla posizione assoluta (e non solo relativa), statica e dinamica dei vari paesi rispetto a dei parametri sia economici, come il reddito, sia che riguardano sanità, servizi primari, educazione, sicurezza, infrastrutture, diritti civili, ecc... . Sapere che il reddito medio nei 20 paesi più ricchi nel mondo è pari a 30 volte quello dei 20 paesi più poveri, può suscitare sentimenti avversi verso l’attuale configurazione economica mondiale. Un indicatore più importante può essere però, ad esempio, quello dei consumi privati pro-capite nei paesi in via di sviluppo, cresciuti del 2.4% in media negli ultimi 10 anni.


in Africa, foto Fabrizio T. 2006

La dinamica dei fenomeni economici assume notevole importanza. Suscita frustrazione il fatto che ancora un quinto della popolazione dei paesi in via di sviluppo abbia un reddito non superiore ad 1$ al giorno (da rapportare comunque al potere d’acquisto locale). E’ altrettanto preoccupante però il fatto che, esclusa la Cina, negli ultimi dieci anni il numero di persone con un reddito inferiore a 1$ nei paesi in via di sviluppo sia rimasto pressochè stabile, poco sotto il miliardo di persone. Oppure che nei paesi dell’Europa dell’Est e dell’Asia Centrale il numero di persone che vive con meno di 2$ al giorno è raddoppiato in un decennio, fino a quasi 100 milioni (l’emigrazione rappresenta una risposta evidente a questi fenomeni).


Vuccirìa di Palermo: l'opulenza dipinta  da Guttuso e' talora preferibile a quella del Nord del mondo


Per quanto positivi, i programmi di aiuti, considerati a sè stanti, presentano dei problemi e (forse per questo) sono limitati nella portata. Gli aiuti ufficiali allo sviluppo sono al disotto dell’obiettivo dello 0.7% del PIL in quasi tutti i paesi industrializzati. La globalizzazione ha determinato, nel complesso, un incremento medio dei redditi mondiali considerevole negli ultimi decenni. Pur non incidendo sulla distribuzione dei redditi all’interno dei paesi, essa ha avuto effetti positivi. Le condizioni di vita sono infatti migliorate più rapidamente di quanto mai avvenuto in passato.



la tutela della natura e' un dei problemi per lo sviluppo compatibile nel sud del mondo

La globalizzazione aumenta il reddito complessivo globale (attraverso la riallocazione del lavoro), ma la ricchezza che essa produce va in gran parte a due classi. Da un lato, i lavoratori nei paesi in via di sviluppo, che avranno accesso a nuove tecnologie produttive e al capitale. Dall’altro, coloro che – nei paesi sviluppati – offrono questi fattori. Coloro che non rientrano in queste due categorie rischiano invece di vedere peggiorare le proprie condizioni, a causa della "concorrenza". Negare ai paesi in via di sviluppo l’accesso ai mercati sviluppati significherebbe però negargli la principale opportunità di crescita.



un antico cimelio etiopico; foto F.T

chiesa rupestre di Lalibelà nella poverissima Etiopia -foto F.Tr. (vedi approfondimento)

In assenza di alternative migliori, lo sviluppo economico attuale deve comunque essere affiancato da altre iniziative. Particolare rilievo assume l’opera della Banca Mondiale per ridurre la povertà nel mondo e migliorare le condizioni di vita attraverso iniziative strutturate nei campi: Agricoltura, Ambiente e Risorse Naturali, Commercio, Educazione-Formazione, Finanza, Informatica, Lavoro, Legge-Giustizia, Macro e Microconomia, Politiche Sociali, Risorse Idriche, Salute, Settore Pubblico, Trasporti, Telecomunicazioni. La Banca Mondiale ha posto degli obiettivi specifici per il XXI secolo, riguardanti sviluppo economico internazionale, benessere economico, sviluppo sociale, ambiente, energia (per altri riferimenti: banca mondiale).


L.B. 2004

in Africa

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