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SEGNI: STORIA, ARTE E TRADIZIONI

 


Segni si raggiunge uscendo al casello autostradale di Colleferro. Siamo in provincia di Roma ma siamo quasi in Ciociaria. Questa, città ricca di castagneti, ha una storia antichissima come testimoniano le sue mura ciclopiche costruite ai tempi della Roma repubblicana od ancora prima (nella foto: la nota ed imponente Porta detta "Saracena"). Qui Tarquinio il Superbo stabilì un accampamento. Per rendersi conto dell'importanza di Segni nell'antichità è tuttavia opportuno fare un ampio giro delle mura ciclopiche e visitare l'antiquarium recentemente aperto a cura del Comune e di alcuni volenterosi. Riproduciamo di seguito una piccola mappa della pro-loco che sintetizza le tappe principali per una visita della storica cittadina. La passeggiata all'acropoli ed recinto della mura è veramente suggestiva (vedasi Segni archelogica)  . Fuori della cartina, si segnalano il Convento dei Cappuccini ed i recenti scavi intorno alla linea dell'altà velocità.


Le cronache più antiche di "Signia" risalgono al 513 avanti Cristo, ma la storia della città è ben fitta. Ebbe un suo ruolo durante la guerra sociale nell' 89 a.C. ed in quell'epoca divenne municipio. Più tardi il cristianesimo si sviluppò facilmente (c'è comunque un vecchio quartiere ebraico). Nel medioevo fu spesso residenza temporanea di diversi papi e vi nacque papa Vitaliano (7° secolo). In epoca più tarda fu signoria della famiglia Conti e nel 1557 la città rimase incendiata durante uno dei conflitti dell'epoca. Per il resto la storia ripercorre le vicende di molti altri luoghi del Lazio ( vi fu anche una tormentata vicenda fra gli Sforza-Cesarini ed i Barberini).

Oltre all'interessante itinerario archeologico è piacevolissima anche una passeggiata nel centro storico. Non sono pochi infatti gli angoli suggestivi.

Mete importanti del centro storico: oltre  al citato antiquarium archeologico (vedasi), sono rilevanti  le diverse porte, il palazzo Cremona  ed infine la concattedrale (Segni antica sede vescovile fa ora parte della diocesi di Velletri).

Per la visita del duomo, dedicato a S.Maria Assunta, è utile procurarsi in sacrestia una delle pubblicazioni disponibili. La storia della chiesa e le opere che vi sono conservate meritano infatti particolare attenzione.

L'attuale costruzione è della seconda metà del seicento ma l'impianto precedente è medievale. A Segni nell'agosto 1557 c'era stato infatti il "sacco" degli spagnoli di Marcantonio Colonna e l'antica chiesa aveva subito diversi danni. Della precedente costruzione si sono salvati il campanile (secolo XI), alcune lavori cosmateschi ( altare San Bruno) e poche altre cose

Viste le date non è quindi un caso che nella concattedrale di Segni si trovino diverse opere del  "seicento". Secondo le sole tradizioni locali è attribuita a Pietro di Cortona una "Madonna del Rosario" ma in buona parte l'ambiente artistico che si ritrovò a Segni è quello (della grande decorazione barocca) che a Roma  collaborava sovente con il Bernini e lo stesso Pietro da Cortona (*)  

Antonio Cortese affrescò la cupola centrale mentre il quadro della Cappella della Croce sarebbe del più famoso Guglielmo ( Guillaume Courtois, 1629-1679, detto il Borgognone) autore degli affreschi di Ariccia, S.Andrea al Quirinale e di Castel Gandolfo. Infine secondo alcune ipotesi anche il celeberrimo terzo fratello ( Jacques Coirtois, 1621-1676) collaborò con Antonio ad una delle opere laterali per alcune scene di tipo militare (cavalieri ecc)  nelle quali era notoriamente specializzato. Al riguardo va annotato che Jacques nel 1657 , dopo le tante opere in concorrenza con il Cerquozzi e Salvator Rosa, era entrato nella Compagnia di Gesù e che la cappella di Segni è datata 1661.  

Non meno interessante dal punto di vista storico-artistico è poi la Cappella di San Francesco al quale avrebbe lavorato il genovese Giovan Battista Gaulli ( 1639-1709, detto il Baciccia o Baciccio) autore del grandioso ed efficace affresco nella chiesa del Gesù ( vedasi) ,dei dipinti in SS.Apostoli a Roma ecc, ma anche di uno meno noto "Calvario" a Lanuvio. Di seguito alcune riproduzioni degli affreschi segnini nella cappella che per diversi secoli ebbe il patronato della famiglia Ciminelli.


particolari cappella San Francesco (vedi ancora)


 

Altre opere interessanti della concattedrale di Segni sono: L'incredulità di San Tommaso dell'artista calabrese Francesco Cozza (1605-1682, seguace del Dominichino) ed infine diversi quadri del pistoiese Lazzaro Baldi (1624- 1703, allievo di Pietro da Cortona) che ha lasciato altri affreschi in Roma ( S.Andrea delle Fratte, S.Giovanni in Laterano ed Accademia di San Luca).

Da rilevare che la cittadina fu patria di papa Vitaliano (7° secolo) e che qui fu canonizzato Tommaso di Canterbury.

Segni tiene particolari festeggiamenti in occasione della "Sagra del Marrone" e del Patrono (San Bruno). La c.d. Giostra del Maialetto ( una specie di caccia ad un maialetto da parte di uomini armati di scope) non si tiene più in modo regolare. Diverse le proposte gastronomiche. Fra i tanti piatti sono spesso disponibili vivande preparate con farina di castagne. Nelle immediate prossimità della cittadina (circa 700 m. sul mare) è facile imbattersi in animali che vivono allo stato brado.

(*) al riguardo non è da tralasciare che nella vicinissima Collegiata di Valmontone lavorarono sia Ciro Ferri ( 1634-1689, massimo seguace di Pietro Berrettini) che Andrea Pozzo ( 1642-1709, gesuita) grande affrescatore con la "Gloria di S.Ignazio" a Roma e con le " storie  di Ercole" a Vienna (palazzo Liechtenstein). Sempre a Valmontone  si trovano affreschi dei già citati Guglielmo Cortese e Francesco Cozza.

link utili:
Segni archeologica
Archivio Innocenzo III

 

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