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BOMINACO:  IL COMPLESSO MONASTICO

 

In questa località abruzzese ad oltre 900 metri sul livello del mare, come accadeva sovente in queste terre, fu fondato nel medioevo un importante complesso monastico che inizialmente era denominato Momenaco.

Si tramanda che, oltre all'intervento dei monaci benedettini della grande abbazia di Farfa in Sabina, ci sia stato anche un interessamento di Carlo Magno. Lo scelta del luogo tenne probabilmente conto del percorso dell'antico tratturo che portava fino in Puglia e che sicuramente in passato era molto frequentato.

C'è però anche una tradizione più datata collegata alle vicende (III-IV secolo) di un eremita che dalla Siria venne in Italia e che secondo alcune tradizioni subì il martirio proprio in zona. Si ipotizza poi che nel luogo della sepoltura del religioso sia stato costruito un sacello che richiamò l'attenzione di Carlo Magno in occasione di una sua breve residenza in una vicina località (la presenza dell'imperatore in Abruzzo è riferita dal Chronicon Vulturnense ). Nell'edificazione- principalmente della chiesa abbaziale- furono utilizzati anche marmi ed elementi di precedenti costruzioni romane probabilmente provenienti dall'antica Peltuinum  o da qualche tempio in zona.

Le vicende di questi luoghi non sono però del tutto ricostruibili perchè molta documentazione si è persa dopo lo scioglimento della locale comunità monastica. Tuttavia alcune vicende del monastero risultano citate od accennate in terzi documenti dell'epoca (come dettaglia anche il web comunale di Caporciano). Sulla base di queste notizie indirette è fra l'altro possibile ricostruire che la donazione al monastero di una vasta area di terreni fu effettuata nell'anno 1001 da parte del conte Oderisio di Valva. Fra gli abati più importanti del periodo medievale vanno segnalati: Giovanni, Berardo e Teodino.


ingresso dell'oratorio di San Pellegrino, foto Alpy 2006


L'attuale complesso di Bominaco è comunque formato da due pregevoli chiese romaniche: l'oratorio di San Pellegrino con i suoi bellissimi affreschi e la chiesa abbaziale di Santa Maria Assunta. Dell'antico convento resta invece solo qualche evidenza (esempio un pozzo).


 Santa Maria Assunta, foto cortesia www.abruzzoturismo.it (dir.ris.)

Nella chiesa abbaziale sono rilevanti i marmi, le colonne, i capitelli, il ciborio ed il bellissimo ambone datato 1180.

Sulle colonne dell'abbaziale uno studioso osservava: "l'elemento di assoluta originalità nella chiesa bominacense è dato dal tipo delle colonne. Presentano capitelli svariati di chiara derivazione nordica mai più realizzati in Abruzzo in tale dovizia ed originalità di disegni e proporzioni" (*).

E' da riferire ancora che in un punto della facciata di Santa Maria Assunta è visibile un quadrato magico simile a quello di altri edifici abruzzesi. Tale tipo di "quadrati" è probabilmente derivante dai fregi arabi denominati El Qirkat .

Per gli affreschi dell'oratorio di San Pellegrino (episodi dal Vangelo, ciclo della Passione, calendario ecc.) rinviamo invece ad altra nostra pagina in "argomenti storia dell'arte". Annotiamo intanto che proprio in un particolare esterno dell'oratorio c'è un'iscrizione che rinvia a Carlo Magno.


 rosone dell' oratorio con  dedica che ricorda " rege Carulo" (foto Alpy 2006)

Anche per le tante contese locali (non escluse quelle fra le diocesi di L'Aquila e Valva) si ebbe un progressivo decadimento dell'Abbazia che nel 1423 subì anche gli attacchi del condottiero di ventura Fortebraccio da Montone. Al termine della lunga decadenza nel 1754 un bolla papale soppresse anche nominalmente la comunità monastica.

Dopo diversi decenni di sostanziale abbandono importanti restauri furono effettuati fra il 1930 ed il 1940.

A poca distanza dalle chiese ed in posizione elevata sono visibili i resti di un castello del XIII secolo che era posto anche a difesa del monastero e del piccolo abitato. Nelle vicinanze di tali ruderi c'è anche quanto residua di una torre di avvistamento del XV secolo.

Bominaco è una frazione del comune di Caporciano (AQ). La zona è quella dell'altopiano di Navelli che, per le caratteristiche ambientali, ha una storica tradizione nella produzione di zafferano. Oltre alle chiese nel luogo sono ubicate anche poche case abitate.

 

Italia.it: le terre dello zafferano

 

(*) cfr : Serafino Lo Iacono, Bominaco, ed. 1995 ed anche Moretti , Architettura Medievale in Abruzzo, ed. 1971

 

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